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Gli inizi come autore

Il padre Aldo, di San Giorgio a Cremano, è commerciante. La madre Eva, napoletana del Vomero, è casalinga. Il fratello Sergio, secondogenito, è notaio. Si laurea nel 1968 in lettere classiche presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, nella quale resterà come assistente di Storia delle religioni; successivamente insegna in licei classici, come docente di greco e latino: tra i suoi allievi, la futura cantante Paola Iezzi[1] del duo Paola & Chiara. Nonostante il suo successo da cantautore, ha continuato a svolgere anche la professione da docente, fino alla pensione.

Comincia la carriera nel mondo musicale come autore di testi di canzoni, in collaborazione con l’amico musicista Andrea Lo Vecchio: il primo brano pubblicato è una traduzione in italiano di “Barbara Ann” dei Beach Boys, incisa nel 1966 dai Pop Seven, e la particolarità di questo 45 giri è che lo stesso Vecchioni partecipa all’incisione (sua è la voce che comincia la canzone cantando “Bar bar bar, bar Barbara Ann”).

Nella seconda metà degli anni sessanta e nei ’70 continua la carriera di autore di testi (a partire dal 1970 anche su musiche di Renato Pareti, oltre che di Lo Vecchio) e scrive canzoni per cantanti affermati come Ornella Vanoni, Iva Zanicchi, Gigliola Cinquetti, i Nuovi Angeli, gli Homo Sapiens ecc.

In alcuni di questi testi sono già evidenti le tematiche presenti nella sua produzione da cantautore: la nostalgia per il passato, il tema del doppio, l’uso della storia come metafora del presente (emblematica è, a questo proposito, La battaglia di Maratona incisa nel 1968 da Lo Vecchio), con evidenti influenze del lavoro letterario di Jorge Luis Borges.

Lavora spesso, in questo periodo, con la CGD e la CBS, ed è in queste case discografiche che ha modo di conoscere Francesco Guccini

« In quel periodo conobbi Guccini: la CGD gli mise vicino due parolieri veterani come Daniele Pace e Mario Panzeri per provare a modificare il testo di una sua canzone da mandare a Sanremo, ma Francesco se ne andò quasi subito, anche perché aveva le idee molto più chiare, era molto meno invischiato di me[2] »

Nel 1968 partecipa al Festival di Sanremo come autore della canzone Sera, interpretata da Giuliana Valci e Gigliola Cinquetti, e questo fatto contribuisce a rendere Lo Vecchio e Vecchioni autori molto richiesti:

« A parte ogni ovvia considerazione sul merito del Festival, c’era il gusto, l’orgoglio anzi, di avere scritto una cosa che era piaciuta più delle altre, più di quelle dei professionisti, dei veterani….e in parte questo mi gratificava, rispondeva al mio bisogno di affermazione, anche se non desideravo il successo indiscriminato…[3] »

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